Un anno di età in più

 

Teaser

 

Story by: CN Winters and Susan Carr

Written by: CN Winters and Susan Carr

Directed by: CN Winters and Susan Carr

Produced by: CN Winters and Susan Carr

Edited by: Kate

Sound Department: Steff

Art Director: Chris Cook

Artists: Chris Cook, David Zahir, Chantal, Mytryk, Cynthia Taz, Tori, CN Winters

To the WaTchers staff members – Thanks guys for having faith!

 

 

Dissolvenza di apertura
Int.
Nido di vampiri – Alba
Cleveland

Seward era annoiato. Buttò uno sguardo pigro al nido, aggrottando la fronte allo spettacolo che gli si parava davanti, e tuttavia pareva incapace di mettere insieme le forze necessarie a prendere a calci nel sedere qualche servo.

"Gretz!" chiamò. Il servo arrivò di corsa lì dove sedeva Seward.

"Sì, Maestro?" mugolò. "Come posso servirvi?"

Seward sospirò: "Che gli dei appestati degli inferi possano risparmiarmi dai servi smorfiosi," dichiarò. Il servo rimase in silenzio, gli occhi bassi che fissavano remissivamente i piedi del maestro.

"Ho voglia di uscire," disse Seward. "Sono dell’umore giusto per una festa, un po’ di dissolutezza e di divertimento. Pensi che tu e i tuoi fratelli siate disposti a divertirvi un po’?"

"Ma Maestro," disse Gretz. "Gli Osservatori? Le Cacciatrici? Sono ovunque in città. Noi non osiamo…"

Seward si drizzò rabbiosamente sulla sedia, con le mani strette forte attorno ai braccioli. "Ho l’aria di uno a cui importa qualcosa di un gruppetto di umani?" sibilò.

Gretz si ritrasse impaurito: "No Maestro, certo che no."

Seward si allungò verso il basso e infilò un dito dall’unghia affilata sotto il mento di Gretz, tirando il volto del servo finché non fu a pochi centimetri dal suo.

"Certo che no!" convenne Seward. "E lo sai perché?"

Gretz era troppo paralizzato per la paura per rispondere, ma Seward non stette ad aspettarlo e proseguì: "Perché questa è la mia città. L’ho fatta mia quando i francesi ancora commerciavano con gli Huron. Ero già qui quando gli Erie seppellirono i propri morti e arrivarono i Moravi. Ero già qui quando venne costruito il tribunale e quando Elliott Ness il cacciatore venne cacciato dalla città. Perciò non startene lì a dirmi che solo perché qualche tizio con buone intenzioni è venuto nella mia città all’improvviso non posso più uscire e fare festa. Capito?"

"Ma…ma il Presidio? Ci hanno detto di star buoni, Maestro, e…"

La mano di Seward si serrò attorno alla gola di Gretz, strozzando le sue parole, e la sua unghia affilata scavò sadicamente nella pelle.

"Quando imparerai a non discutere quel che dico, ragazzo mio?" domandò quasi affettuosamente. "Il Presidio ha la sua utilità, ma quando si tratta del mio divertimento non mi riguarda e, per estensione, non riguarda neanche voi. Chiaro?"

"Sì, Maestro," sussurrò Gretz.

"Bene," disse Seward. Lasciò andare Gretz e si rimise comodo a sedere, raccogliendo pigramente un giornale e indicando la pubblicità in un angolo. "Ecco. Credo che ci sia un nuovo pub che inaugura questa settimana."

"Un nuovo pub, Maestro?" disse Gretz, sfregandosi la gola, togliendo il sangue che ne stava uscendo. "Sembra…sembra che ci sia possibilità di divertirsi."

Seward sorrise. "Certo," disse. "Ora ragioni come un vampiro."

"Grazie, Maestro," disse Gretz e poi sorrise, come se si sentisse all’improvviso più audace. "Tra le altre cose… credo che quegli Osservatori dalle chiappe strette non andrebbero neanche morti in un posto del genere."

Seward rise di gusto: "Puoi starne maledettamente certo, ragazzo mio! E anche se osassero, è proprio così che finirebbero…morti."

Dissolvenza in nero

Dissolvenza di apertura
Int.
Apaprtamento di Willow – Mattina presto
Stanza da letto

Il sole della prima mattina incominciava appena a brillare attraverso la finestra, cadendo sugli occhi chiusi della Cacciatrice, in procinto di svegliarsi.

"Mmmm," tubò Kennedy, seppellendosi ancora più a fondo nelle lenzuola, rotolando lontana dalla luce. Aprì un occhio e sorrise allo sbadiglio di Willow, mentre la rossa sollevava le braccia in alto, stiracchiandosi pigramente. "Buongiorno, tesoro."

"Buongiorno a te," rispose Willow, rannicchiandosi più vicina a lei alla ricerca del calore autogenerato dal metabolismo della Cacciatrice. Sbirciò oltre la spalla di Kennedy, fuori dalla finestra, e gemette.

"Che c’è?" chiese Kennedy, divertita.

"Brina," brontolò Willow. "Di nuovo altra brina."

"Che cos’hai contro la brina?" disse Kennedy. "Siamo a dicembre, sai. È già da un po’ che c’è il ghiaccio in giro."

"Contro?" disse Willow, facendosi indietro per guardare Kennedy in modo incredulo. "Sai cos’è la brina, vero? Depositi di minuscoli cristalli di ghiaccio che si formano quando il vapore acqueo condensa, a temperature inferiori allo zero. Essendo zero la parola chiave, qui. Zero gradi…beh, trentadue per gli americani che hanno problemi col sistema decimale. Ma…sì, è dicembre e c’è la brina e anche una buona probabilità che ne venga giù altra. E-e ha nevicato una sola volta da quando ero piccola e persino quella volta il giorno dopo non c’era più nulla, e la settimana successiva c’è stata un grande ondata di caldo. Kennedy, la neve che ha fatto due giorni fa è ancora là e a giudicare dalla riva, sospetto che l’intero lago si ghiaccerà e-e il semplice pensiero di tutta quell’acqua ghiacciata…"

Kennedy si piegò e premette la sua bocca contro quella di Willow finché Willow non restò senza fiato per altre ragioni che la propria parlantina. Infine soddisfatta, Kennedy si ritrasse e sorrise affettuosamente.

"Oh," sospirò Willow.

"Già," convenne Kennedy. "Non stare in pensiero, tesorino. Prometto di riscaldarti per tutto l’inverno." Aggrottò la fronte allo sguardo scuro che per un attimo attraversò il viso della sua innamorata, ma poi i verdi occhi di Willow brillarono maliziosamente e un gran sorriso le comparve sul volto.

"Beh…in questo caso," disse strascicando le parole Willow mentre lentamente si spostava sopra Kennedy. "Farò meglio ad andar giù dove è più caldo."

Appena Willow scomparve sotto le lenzuola, gli occhi di Kennedy si chiusero e lei inarcò il corpo rapita dai sensi. "Oh sì," ansimò. "Non c’è brina laggiù."

Dissolvenza in nero

Dissolvenza di apertura
Int.
Appartamento di Willow – Mattina
Bagno

Willow si era appena fatta la doccia, vestita e stava finendo di truccarsi quando Kennedy entrò in bagno e le prese la spazzola.

"Sai che proprio non hai bisogno di quella roba," fece notare Kennedy rivolta al riflesso di Willow nello specchio, mentre incominciava a passare la spazzola sulle sue grosse ciocche brune.

"Grazie," sorrise Willow: "Ma stamattina faremo un colloquio con un candidato insegnante e vorrei almeno avere un aspetto professionale. E-e poi dopo pranzo mi devo esercitare con Ro e chiaramente poi ho lezioni con Marsha prima del pattugliamento. Tu invece?"

"Altrettanto impegnata," osservò Kennedy: "Esercitazioni con le armi e poi manutenzione. Non che ne capisca granché, ma quelle piccole Cacciatrici mi danno un gran da fare. Specie quel tuo piccolo uragano."

"Che cosa ha combinato adesso?" sospirò Willow: "Ha di nuovo appeso i guanti da forno di Andrew sul pennacchio dello stemma giù in salone?"

Kennedy rise: "No. Ma perché Andrew, comunque? Cos’ha contro di lui?"

"Non lo so, ma intendo scoprirlo," sorrise Willow. "Uno dei detti preferiti di Giles: ‘Conosci la tua Cacciatrice.’ Devo capire come mai si è messa a fare tutti questi scherzi."

"Piccola scema," rise Kennedy.

"Ehi, non tocchiamo questo tasto," Willow puntò il suo mascara in direzione della Cacciatrice: "Mi pare di ricordare una certa persona con i suoi trucchetti. Come va quella tua influenza?"

"Ha funzionato, no?" Kennedy fece un sorrisetto.

Willow annuì: "Fammelo sapere se pensi che esagera," disse Willow riportando la conversazione sul lavoro: "Non voglio scoraggiare quel suo spirito…è una delle cose che hanno tenuto in vita Buffy. Ma d’altro canto, non voglio che diventi troppo sicura di sé."

"Andrà alla grande, Will." La rassicurò Kennedy: "È la migliore del gruppo, e ha il miglior Osservatore come guida."

Willow sorrise e poi si voltò di nuovo verso lo specchio per finire di truccarsi le ciglia.

"Allora Will," esordì Kennedy: "Dove vuoi andare domani sera?"

"Cosa?" disse Willow, il panico sul viso. "No, niente uscite. No…no…"

Kennedy tolse il pennello dalla mano di Willow prima che potesse cavarsi un occhio e si avvicinò per abbracciarla. "Sì, usciamo," disse dandole un bacio. "Magari una cena di compleanno carina, romantica e poi…potremmo andare a ballare, e con questo non intendo solo in discoteca."

"Ballare?" disse Willow: "No, non a ballare in discoteca. E tra l’altro tu…"

"Io…?" chiese Kennedy.

"Tu balli come una ragazza bianca," sorrise Willow.

"Vuoi dire come te?" rise Kennedy.

"Abbastanza," annuì Willow.

"Dai, Willow," disse Kennedy. "È il tuo compleanno. Voglio fare qualcosa di speciale per te."

"Oh e cosa?" chiese Willow indicando indietro verso la camera da letto. "Quella cosetta poco fa non era speciale?"

"Mmmm," annuì Kennedy. "La parte con le grida è stata molto speciale, concordo. Ma voglio portarti lo stesso fuori, solo noi due, per il tuo giorno speciale."

"Non lo so, Kennedy," protestò Willow: "Non sono abituata all’idea di qualcuno a cui importa tanto del mio compleanno da farne un grande affare. Cioè, al massimo mi aspettavo che Xander si facesse vivo con i Twinkies e qualche bibita."

"Vuoi dire che i tuoi genitori non hanno mai organizzato niente per te?" chiese Kennedy accigliata.

"Beh, dopo quella storia del pony credo se lo siano proprio tolto dalla testa. In genere il loro contabile gli ricorda ogni anno di mandarmi un assegno. Mi è arrivata posta? Sono sicura di sì," Willow cercò di nascondere l’amarezza nella propria voce: "Anche se quest’anno credo che sarà l’ultimo, benedetta sia la dea."

Kennedy sorrise di nuovo scherzosamente, in un ovvio tentativo di risollevarle l’umore: "Beh, mettiamola così…se non vuoi venire a giocare con me, sono certa di poter convincere la banda a metter su un’enorme festa qui."

"Non lo faresti, vero?" domandò Willow, strizzando gli occhi.

Kennedy alzò un sopracciglio come se Willow si aspettasse sul serio una risposta a quella domanda.

"Lo faresti," sospirò Willow sconfitta.

"Lo prenderò come un sì," Kennedy sorrise vittoriosa.

Willow sospirò e fortunatamente in quel momento qualcuno bussò alla porta. Lanciò uno sguardo acido a Kennedy e uscì dal bagno per andare ad aprire.

Passa a:

Int.
Appartamento di Willow – Mattina
Salotto/Sala da pranzo

Willow aprì la porta dell’appartamento e vide Andrew.

"Ehi, Andrew. Entra," disse spalancando la porta per farlo passare e andò a raccogliere le proprie carte dal tavolo da pranzo per metterle nella valigetta. "Posso offrirti qualcosa? C’è rimasto un po’ di caffè."

"Um, no grazie, Willow," disse Andrew, girando per la stanza nervosamente. Willow aggrottò la fronte mentre lo osservava prendere una statuetta della torre Eiffel che era sistemata davanti ad una foto di Buffy e Dawn a Parigi.

"Andrew?" disse Willow, percependo la sua agitazione: "Se hai bisogno del bagno, sono sicura che Kennedy abbia finito."

"Oh uh…no, grazie," disse lui, rimettendo di fretta la statuetta sulla mensola con un grosso tonfo: "Umm, Giles vuole che tu scenda nel suo ufficio subito…se…se per te va bene."

"Certo," disse Willow, chiudendo la valigetta con uno scatto della serratura.

"Che c’è?" disse Kennedy, mettendosi un giacchetto da riscaldamento e tirando su la lampo.

"Giles," disse Willow. "Andiamo."

Passa a:

Int.
Ufficio di Giles

L’Osservatore anziano era seduto dietro la sua scrivania, con un’espressione severa, ma divertita, sul volto quando vide entrare Willow, seguita da Kennedy e da Andrew.

"Sei in ritardo," disse.

"Mi dispiace tanto," disse Willow, muovendosi in fretta e furia verso la scrivania. "Non mi ero resa conto che il colloquio sarebbe incominciato così presto."

Si voltò verso la figura seduta nella sedia in pelle dall’alto schienale, che era voltata in direzione di Giles. "La prego mi scusi per…"

Willow si fermò di botto e la valigetta le cadde a terra appena vide il tipo trasandato, sprofondato nella sontuosa poltrona, il quale le fece un sorriso beffardo. In un batter d’occhio l’espressione di Willow mutò da uno stato di shock alla felicità alla preoccupazione e poi di nuovo alla felicità.

"Xander!!!"

Dissolvenza in nero

Fine del Teaser

Segue Atto Primo

 

Atto Primo

 

Guest Stars: Fred Ward as Seward, Christopher Gartin as Gretz, Stephanie March as Bonnie and special guest star Nicholas Brendan as Xander Harris.

 

 

Dissolvenza in entrata
Int.
Ufficio di Giles – Mattina

"Xander!" gridò di nuovo Willow correndo da lui.

Xander sorrise alla vista dell’entusiasmo di Willow e si alzò mentre lei gli correva incontro. Ebbe appena il tempo di allargare le braccia che lei si tuffò nel suo abbraccio.

"Uuff," fece Xander quando Willow lo lasciò quasi senza respiro per l’impatto, prima di stringerlo forte.

Giles sorrise allo spettacolo, e in quello steso momento Rowena e Faith entrarono nell’ufficio. Andrew continuava a saltellare sulle punte dei piedi per l’eccitazione, mentre Kennedy se ne stava semplicemente appoggiata alla libreria con le braccia conserte.

"Bello!" disse Faith felice: "Benvenuto a Cleveland."

"Grazie," disse Xander sorridendole da dietro la spalla di Willow. "Uh…Will? Credi che mi lascerai andare prima della fine dell’anno?"

Un soffocato "No" venne dalla rossa, che affondava nella sua spalla, mentre ancora tremava per l’emozione.

"Okay," disse Xander. "Era solo un controllo. Prenditi il tempo che ti serve." Affettuosamente Xander poggiò la guancia sul capo di Willow, accarezzandole i capelli.

Alla fine, Willow si allontanò quanto bastava per guardarlo, e tuttavia ancora non voleva lasciarlo libero. Si passò una mano tremante sul viso umido. Giles fece il giro della scrivania e le offrì il suo fazzoletto.

"G-grazie," disse Willow e tirò su col naso mentre si asciugava gli occhi. Xander teneva le mani salde sui fianchi di lei e abbassò lo sguardo, allungando il collo.

"Tutto ok?" chiese.

Willow tirò su col naso di nuovo e annuì: "Sì," disse infine. "Sono solo sorpresa. E-e dove sei stato?" disse e gli diede uno schiaffo sul petto. "Ti abbiamo cercato dappertutto."

"Ow!" disse Xander. "Piano, Will. Io mi faccio male, ricordi?"

Xander sorrideva ancora ma pareva poco convinto.

"Oh!" disse lei ad alta voce. "Devi chiamare Buffy! L’abbiamo chiamata e ora sarà preoccupata per…"

"Già fatto, Will," rispose con un tono di voce più basso di quello di lei: "Giles mi ha fatto telefonare nell’istante stesso in cui ho messo piede qui."

"C-come…come sta il tuo…?" cominciò lei toccandogli delicatamente la guancia vicino alla benda. "Altre infezioni?"

"No, per ora," disse lui, scuotendo il capo. "Probabile che presto io sia pronto per quella protesi, se non si infiamma di nuovo, quindi me la sto vivendo un giorno alla volta."

"Bene," disse lei e lo guardò da capo a piedi. Sembrava che volesse dire qualcosa sul suo aspetto ma poi scosse impercettibilmente il capo. "Sono così contenta che sei qui," disse invece, e le lacrime le spuntarono dagli occhi un’altra volta. Gli mise un braccio attorno al collo e gli passò una mano tra quei suoi capelli lunghi e scuri, e poi lo tirò a sé per un altro abbraccio.

"Non potevo mancare al tuo compleanno, Will," disse lui con le labbra tra i capelli di lei. "Non capita tutti i giorni di compiere 21 anni. Ecco, ti ho anche portato un regalo."

Allungò una mano per prendere una busta di plastica che era sul tavolo e la tenne aperta per lei. Willow guardò dentro e sorrise.

"Fammi indovinare," disse Kennedy dalla libreria, dov’era ancora: "Twinkies."

"Sì," disse Willow con un sorriso raggiante. "E questo cos’è?" chiese tirando fuori una bottiglia di crema di liquore dalla borsa.

"Ti ricordi di quella volta quando Jesse ha rubato il Bayley’s e poi l’abbiamo spruzzato sui Twinkies?" disse Xander.

"Oh dea!" rise Willow, rimettendo dentro la bottiglia così che Xander potesse poggiare di nuovo la busta sul tavolo.

"Sembra divertente," disse Faith: "La rossa che si ubriaca con dolciumi corretti?"

"Dio no," disse Xander. "Ci mise il broncio e disse che era illegale bere se non sei maggiorenne. La chiamammo Suor Maria Rosenberg, la santa patrona della proibizione e lei corse via in lacrime."

"Già, me te l’ho fatta pagare, Xander," disse Willow e si voltò verso gli altri: "Li ho seguiti dopo che avevano mangiato i Twinkies, solo per…sapete, per esser sicura che stessero bene. E-e poi sono finiti a faer il bagno nudi nella piscina della signora Golden e allora…gli ho rubato i vestiti."

"Tremenda," disse Faith, ridendo.

"Non quando hai dodici anni," disse Xander. "Farsi beccare a chiappe di fuori da una signora ottantenne è quanto basta a ispirare un’intera vita di psicanalisi."

"Beh, sei sopravvissuto con la tua virilità intatta," disse Willow affettuosamente.

"Io posso testimoniare," disse Faith con un sorrisetto e Giles si schiarì la gola.

"Sì, beh," disse, con tutta l’aria di volere che Willow gli restituisse il fazzoletto. "Benvenuto al Consiglio degli Osservatori, Xander. È fantastico che tu sia qui."

"Grazie, Giles," disse Xander.

"Oggi è il tuo compleanno?" domandò Ro.

"Domani," disse Willow scuotendo la testa: "Oh! Xander, questa è Rowena Allister. È una dei nostri Osservatori anziani."

"Piacere di conoscerti," disse Xander educatamente non appena Rowena si fece avanti per dargli la mano.

"Piacere mio," rispose lei. "Si parla molte bene di te qui al Consiglio."

Xander si limitò ad alzare le spalle.

"Ehi, aspetta un attimo," disse Faith con un dito alzato: "Pensavo che avessi già fatto 21 anni. Eri in classe insieme a Buffy."

"Lei e Xander sono più grandi di me," spiegò Willow. "Finché non è arrivata Dawn io ero la piccola Scooby. Credo che i miei genitori stessero cercando il modo di buttarmi fuori di casa prima possibile e quindi ho incominciato prima ad andare a scuola."

"È stato un bene che ci fossi tu a comprarci da bere al Bronze, allora," puntualizzò Kennedy.

"Questo ed altro per Suor Maria Rosenberg," la prese in giro Xander e Willow gli tirò un orecchio: "E ancora una volta dico OW!"

"Essere membri ha i suoi vantaggi," disse Willow alla sua innamorata. "Solo Anya aveva la tessera del Bronze e lei era più grande di tutti noi, di tipo mille e cento anni."

"Già," disse piano Xander e Willow rimase a bocca aperta quando si rese conto di quello che aveva appena detto.

Giles si schiarì la gola un’altra volta: "Bene, Andrew," disse infine. "Perché non fai vedere a Xander l’appartamento degli ospiti di sopra così che possa sistemarsi?"

"Certo, Giles," disse Andrew, saltellando fino alla porta, il suo buffo sorriso ancora stampato sul volto.

"Uh, ho il camper parcheggiato sulla strada," disse Xander. "Avete un posto dove posso metterlo? Non vorrei che un carro attrezzi me lo portasse via mentre sono qui."

"Puoi metterlo in garage," disse Willow. "Ti ci porterà Andrew. Ci abbiamo appena messo una flotta intera di macchine la settimana scorsa, ma c’è spazio in abbondanza. Potrebbe restarci per sempre senza mai darci fastidio. Infatti ho intenzione di fare un cartello con su scritto ‘Solo per il camper di Xander’ e affiggerlo in modo permanente. E minaccerò persino di trasformare in rospo chiunque osi parcheggiarci. Non che lo farei davvero, lo sai…ma…oh! Metterò solo sotto al tuo nome ‘tutti gli altri saranno trasformati in rospi’…heh…r-o-s-p-o, capito? In ogni caso, quel posto è il tuo. Okay?"

"Okay, Will," le sorrise lui quando Willow rimase senza fiato. Le diede un ultimo abbraccio e si incamminò verso Andrew.

"Vieni, Xander," disse Andrew e i due lasciarono l’ufficio.

Willow guardò Giles, il viso preoccupato e desolato insieme. L’espressione di Giles era ugualmente cupa. Kennedy aveva osservato lo scambio di sguardi attentamente.

"Sì, beh, abbiamo del lavoro da fare," disse infine Faith. "Vieni Mocciosa, le ragazze ci aspettano e questi due hanno un colloquio da fare."

"Cosa?" disse Kennedy voltandosi verso Faith. "Oh, già. Okay." Andò da Willow e la baciò delicatamente sulla guancia. "A più tardi, tesorino."

Willow le rispose con l’ombra di un sorriso e poi si spostò per sedersi sulla poltrona lasciata libera da Xander; le due Cacciatrici uscirono, seguite da Rowena.

"Willow?" disse Giles, sedendo sulla scrivania di fronte a lei. Willow alzò lo sguardo verso di lui, con gli occhi di nuovo lucidi.

"Anya aveva ragione, Giles," disse Willow. "Sta scivolando via, riesco a percepirlo. Proprio come nelle cartoline – allegro, ma pieno di amarezza allo stesso tempo. Ci sta provando ma…cioè, sembra il solito Xander ma…"

"Il solito spirito non è più lì," concluse Giles.

Willow annuì semplicemente, con il viso preoccupato.

"Il rituale su cui hai fatto quelle ricerche," riprese lui, "pensi che lo possa aiutare?"

"Credo di sì," disse Willow, immersa nei propri pensieri: "È come se avesse perso le speranze, Giles. Forse se io…se gli dei…potessero restituirgli solo quella cosa…potrebbe essere un motivo per andare avanti, per lui."

"Sei sicura di essere in grado di farlo?" domandò Giles. "Lo sai che è molto pericoloso, Willow."

"Beh, ne ho le capacità," protestò lei, arrossendo.

"Non è di questo che sto parlando," disse Giles, scuotendo il capo. "So che sei perfettamente in grado di esercitare il tuo…dovere di sacerdotessa. Volevo dire: che effetto avrà in seguito su di te?"

Willow ci pensò su per qualche secondo: "Quando ero con lei in Inghilterra, Althenea mi disse che se un rito è compiuto per le giuste ragioni e con la benedizione degli dei, allora la parte del ‘dopo’ si risolve da sé."

"Credi che il tuo sforzo riceverà la benedizione degli dei?" chiese lui.

"Sì," disse Willow, e per la prima volta la sua voce assunse un tono sicuro: "Se c’è qualcuno che merita quel genere di benedizione, quello è Xander. Non ha mai avuto né la forza di una Cacciatrice né abilità magiche n-né la perspicacia di un Osservatore. Ha combattuto anno dopo anno solo con il suo coraggio, la sua determinazione e la sua umanità."

"Allora credo che tu mi abbia risposto," sorrise lui.

"Grazie per il suo sostegno, Giles," Willow gli restituì il sorriso, ma poi si accigliò di nuovo: "Ho bisogno di parlargli. Deve essere d’accordo anche lui."

"Più che vero," disse Giles. "Ma credo che debba esserlo anche qualcun altro."

Willow lo guardò: "Kennedy," sospirò e Giles annuì.

Dissolvenza in nero

Dissolvenza di apertura

Int.

Sala pesi delle Cacciatrici – Metà mattinata

Willow si affacciò nella stanza e vide Kennedy da sola che si stava fasciando le mani con del nastro da atletica. Fece un passo avanti esitante e la mora alzò gli occhi e le sorrise. Accortasi che Willow pareva pensierosa il sorriso le scomparve dal volto.

"Che c’è?" chiese alla Wicca.

Willow si avvicinò e si schiarì la gola. Si fermò e si guardò intorno: "Siamo sole?"

"Sì, Faith è andata a correre con le ragazze. Dovrebbero tornare tra poco. Che c’è?" ripeté.

Willow aprì la bocca per parlare ma si fermò. Parve cercare un modo per incominciare e infine parlò: "Ti avevo detto dei rituali su cui ho fatto ricerche…per Xander, giusto?"

"Sì, magie curative per il suo occhio," disse Kennedy, stringendo il nastro. "Ma tutte quelle che hai trovato richiedono un sacrificio, e tu vorresti evitarlo."

"Beh, ne ho trovato uno," disse Willow. "E-e non necessita di alcun sacrificio."

"Ma è fantastico!" rispose Kennedy alzando gli occhi. Ma il sorriso sul suo viso iniziò a svanire, poiché Willow non pareva altrettanto entusiasta della novità: "Non è fantastico?" domandò.

"Lo è," disse rapida Willow, ma poi alzò le spalle. "Vorrebbe dire che Xander potrebbe avere di nuovo il suo occhio. Ma…beh, l’incantesimo richiede energia, un sacco di energia, e c’è solo un modo di produrre quel tipo di intensa energia umana," spiegò Willow. Serrò le labbra e fece un altro respiro. "Non voglio dirlo balbettando," disse a Kennedy.

"Che significa? Ancora non hai detto nulla," la prese in giro Kennedy, ma poi si fece seria. "Aspetta. Non è pericoloso, vero? Perché…"

"No!" la interruppe Willow: "Non è pericoloso e funzionerà, ne sono quasi certa, ma…è solo che…" Willow drizzò la schiena: "È una magia sessuale, Kennedy. L’unico modo che ho di curarlo è usare l’energia generata durante il sesso."

Willow tacque e Kennedy cominciò a giocherellare con il nastro avvolto attorno alle mani. "Vuoi dire che devi fare sesso? Con Xander, suppongo?"

Willow semplicemente annuì.

"Non penso proprio," rispose lei con tono di sfida.

Kennedy si allontanò e andò verso il sacco. Willow stette ferma per un momento, ma poi la seguì. "Non è stata una decisione affrettata. Ho trascorso mesi a cercare una maniera di curarlo e-e…"

"Hai già deciso?" le chiese Kennedy.

"Sì."

Willow on aggiunse altro. Kennedy sbuffò e incrociò le braccia. Guardò dappertutto tranne che negli occhi di Willow. "Bene Will, grazie per avermi reso partecipe dei tuoi progetti."

"Lo so c-che è difficile da accettare all’inizio…" incominciò Willow.

"Scusa? Difficile da accettare? Prova con ‘impossibile da accettare’. Tu vuoi andare a letto con Xander e io dovrei dire ‘certo tesoro, fai pure’ ? Non posso farlo Willow, e non lo farò!" Kennedy si piazzò sui piedi e tirò qualche incerto colpo al sacco.

"Non capisci," disse Willow.

"Hai proprio ragione, non lo capisco!" Kennedy colpì più forte il sacco. "Vuoi sbatterti la tua vecchia fiamma e io dovrei porgere l’altra guancia. Per cosa? In nome della magia o dell’amore incondizionato?"

"Non c’entra niente l’amore. Si tratta di curare Xander. Ho un obbligo da…"

"Oh certo, che tortura," sbuffò Kennedy mentre dava un altro colpo. "Gesù, questa è la prova che dalla magia non esce niente di buono."

"Basta fare il macho, adesso. Fammi solo spiegare," sul volto di Willow si rifletteva la rabbia per le continue interruzioni. Venne avanti e si mise davanti al sacco.

Kennedy incominciò a scuotere la testa: "A parte farmi quasi fuori quando ti sei trasformata in un’assassina e succhiarmi via la vita, che altro ha fatto di buono la magia?" la incalzò la Cacciatrice.

"Ha dato a Faith un’altra possibilità. Ha salvato un’infinità di vite. E-e ti ha trasformato da potenziale a Cacciatrice," rispose Willow con voce ferma.

Kennedy si sgranchì le spalle e fece scrocchiare il collo: "Già e ti sta facendo vivere la fantasia di tutta una vita. Mi dispiace Willow, ma mi rifiuto di farne parte."

"Non c’è nessuna fantasia," sospirò Willow spazientita. "E-e non c’è alcun ‘farne parte’. Non ho progetti su Xander diversi dalla profonda amicizia che già ci lega. Ha bisogno del mio aiuto Kennedy."

"La gente diventa cieca tutti i giorni, Willow," ribatté Kennedy. "Che bene potrà fargli, a parte che si toglierà una soddisfazione?"

"Ti ho già detto che il sesso non c’entra. Non riesci proprio a pensare ad altro?" disse Willow seccata, alzando la voce.

"Quando la mia ragazza mi dice che ha deciso di spassarsela con qualcuno, e quel qualcuno non sono io, sì," Kennedy si rifiutò di guardare Willow e le girò attorno per poi riprendere il ritmo con i pugni al sacco.

Willow respirò profondamente per calmarsi. "Ascolta Ken, conosco Xander. E-e Anya aveva ragione – si sta avvicinando alla fine, e velocemente. Anche Giles se n’è accorto."

"E allora porta Xander da uno strizzacervelli e fagli risolvere I suoi problemi. Oppure mandaci Giles a letto con lui," sogghignò Kennedy. "Portarti a letto non sarà la sua salvezza, Willow."

"Se avessi voluto andare a letto con Xander per il piacere di farlo, l’avrei fatto e non tu non avresti potuto farci nulla," sibilò Willow e il suo volto divenne rosso. Alla fine buttò le braccia per aria e incominciò ad andare verso la porta. "Non so nemmeno perché mi sono presa il disturbo di venirtelo a dire," bofonchiò.

"Ehi," disse Kennedy andandole dietro e prendendola per un braccio per farla girare. "Non abbiamo ancora finito. Non puoi venire qui, mollare una bomba come questa e poi andartene così!"

Willow si fermò e si girò di nuovo, tirando via il braccio dalla presa di Kennedy. "Qual è il punto? Qualsiasi cosa dica non mi ascolterai quindi sto solo perdendo tempo."

"Quindi io sarei una perdita di tempo?" Kennedy si mise le mani sui fianchi.

"Non è quello che ho detto! Cavolo, Kennedy!" Willow chiuse gli occhi e sollevò le mani: "Io so solo che Xander ha bisogno del mio aiuto. Adesso ho questa possibilità di aiutarlo – esattamente come Buffy ha fatto con me quando quel demone gnarl mi ha attaccata, esattamente come ho già fatto quando Jordon decise di usare Ro come posacenere umano."

"Già, ma non sei dovuta andare a letto con nessuno dei due, Willow," ribatté Kennedy. "Oppure sì?" chiese ripensandoci.

Willow sospirò: "Oh dea dei cieli dammi la forza," disse Willow rivolta a se stessa. "No non ci sono andata ma questo significa che se questo rituale non avesse a che fare col sesso non avresti alcun problema a farmelo fare?" domandò Willow.

"Assolutamente!"

"Perché? Tutti i giorni c’è qualcuno che resta senza un occhio, dunque perché prendersi il disturbo di fare un incantesimo?"

"Beh, perché sì." Rispose Kennedy.

"No," ribatté Willow agitando il dito: "Dimmi perché!"

"Perché è Xander," sputò fuori Kennedy.

"Esatto! É Xander," disse Willow, con le lacrime agli occhi: "Lo amo, Ken, ma non nel modo che pensi tu adesso. Quel ragazzo ci ha salvati tutti, ha salvato persino il mondo. Ha…ha salvato me quando…quando credevo di aver perso tutto, la sua dedizione mi ha fatto andare avanti. E quindi non lo abbandonerò adesso che è tornato. Mi dispiace, ma non lo farò. E-e non voglio perderti per questo ma non posso stare qui a-a guardarlo sprecare la sua vita dopo che so di poterlo aiutare…non posso. Ho trovato il modo di curarlo, Kennedy. E devo farlo."

"Già, e non è spiacevole il fatto che sia un bel fusto e che a letto sia uno stallone," soggiunse Kennedy. Willow alzò le sopracciglia interrogativamente. "Ad Anya piaceva vantarsi con chiunque, che la stesse ad ascoltare o meno," aggiunse Kennedy per spiegare.

"Con questo che vorresti dire?" la incalzò Willow.

"Sto solo dicendo che è facile," insistette Kennedy. "Ammettilo. Se fosse stato Andrew o Giles avresti voluto fare sesso con loro per curarli? Io penso di no."

"Per curare un occhio," incominciò Willow, "No, non l’avrei fatto." Kennedy si schiarì vistosamente la gola, ma Willow proseguì: "Perché un occhio non è importante per ciò che amano. Ho visto Xander annaspare dopo il diploma. Passava da un lavoro all’altro, finché un giorno ha trovato qualcosa che lo appassionava – l’edilizia; la carpenteria. Se avessi potuto vedere lo sguardo orgoglioso sul suo viso quando mi ha fatto visitare il liceo che aveva costruito sapresti esattamente ciò che voglio dire. E adesso non riesce neppure a trovarsi un lavoro decente."

"Willow abbiamo denaro sufficiente per sistemarlo a vita! Non gli serve un lavoro!"

"Non c’entrano i soldi o il lavoro Kennedy! Si tratta di avere qualcosa che ti appassiona, che ti dà la voglia di alzarti al mattino. Xander ha praticamente perso tutto in quell’ultima battaglia. Non posso restituirgli Anya, ma posso almeno far questo. Se vuoi sapere se guarirei un occhio a Giles, allora no, non lo farei. Ma se dovessi fare lo stesso genere di magia per restituirgli la memoria o-o per ridargli la capacità di leggere, cose legate a ciò che ama di più al mondo, allora quasi certamente lo farei."

Un rumore dalla porta le fece voltare, e videro Faith e le Cacciatrici entrare in fila.

"Se lui è d’accordo, allora faro l’incantesimo," disse Willow a voce più bassa. "Come hai detto tu stessa, è Xander."

Willow riprese ad andare verso la porta.

"Ehi Will," la chiamò Kennedy, e Willow dovette fermarsi e voltarsi: "Cosa avrebbe detto Tara se fosse stata lei a dover decidere? O forse dovrei chiederti se avresti deciso così in fretta di andare a letto con Xander se qui ci fosse stata lei al posto mio?"

Willow fece un passo per avvicinarsi e abbassò la voce in modo che le altre non potessero sentirla.

"Tara era una Wicca," disse infine, guardando da vicino la sua innamorata: "Se fosse ancora viva, avrei chiesto a Tara di fare il rituale con Xander o lei lo avrebbe chiesto a me e nessuna di noi due sarebbe stata preoccupata per la nostra relazione. Sapevamo entrambe il posto di ciascuno e ciò implica anche sapere il posto dei nostri amici nelle nostre rispettive vite. Ancora una volta, tutto questo non riguarda il sesso, Kennedy. Si tratta di guarire qualcuno."

Gli occhi di Kennedy divennero lucidi per le lacrime: "Penso che ti sbagli su una cosa, Willow."

"Cosa?"

"Quello che stai facendo è un sacrificio," sussurrò Kennedy.

Kennedy tirò forte su col naso e inspirò profondamente e poi si asciugò velocemente gli occhi. Si allontanò e si diresse verso la ragazza più vicina. Piegandosi aggiunse altro peso al bilanciere, nonostante le proteste della ragazza. Il labbro inferiore di Willow incominciò a tremare mentre si voltava e percorreva il resto della strada verso l’uscita.

Dissolvenza in nero

Fine dell’Atto Primo

 

 

 

Atto Secondo

 

 

 

Dissolvenza di apertura
Int.
Appartamento di Willow – Pomeriggio

Willow era indaffarata in cucina quando sentì bussare alla porta.

"Ehi," disse aprendo la porta e vedendo Xander, lavato e sbarbato da poco. "Molto, molto meglio," disse carezzandogli una guancia col dorso della mano. "Il look alla Grizzly Adams non fa per te, Xander," aggiunse, dandogli una pacca sulla spalla.

Lui le fece un sorriso dolce e le offrì una bottiglia di vino mentre entrava.

"Grazie," disse lei guardando l’etichetta. "Wow, roba costosa," osservò.

"Niente è mai troppo per la mia Will," disse lui: "Specie dopo tutti quei soldi che hai rubato per me."

"Non li ho rubati," esclamò lei, prendendo un paio di coppe per il vino e un cavatappi mentre lui si metteva seduto al tavolo della cucina, che Willow aveva preparato per il pranzo. "Io..io..ascolta, consideralo solo un assegno del Consiglio degli Osservatori con gli arretrati di sette anni di lavoro degli Scoobies, okay?"

"Era molto di più che un semplice rimborso, Will."

"Beh allora pensa agli extra come a un piccolo bonus," disse con tono felice mentre lui prendeva i bicchieri e il cavatappi dalle sue mani. Lei si voltò verso il forno. "Sai, un tot per ogni demone che hai ucciso, una grossa fetta per tutte le volte che hai riportato in vita la Cacciatrice…oh! E-e non dimentichiamoci di quando con un braccio solo hai salvato il mondo dalla totale distruzione. Quella va su un conto a parte, Mister."

"Già, e il rimborso per la benzina di ogni volta in tutti questi anni che sono andato in missione per le ciambelle," disse lui mentre versava il vino.

Willow gli sorrise di spalle, voltando la testa, ma si accigliò subito quando vide che non c’era alcuna gioia sul suo viso.

"Ti dobbiamo molto di più che il semplice denaro, Xander," disse lei con voce sincera.

"Non granché, Will," fece spallucce. "Ho fatto quello che andava fatto. Tutti noi abbiamo fatto sacrifici."

Con le mai coperte dai guanti per il forno, Willow portò una piccola casseruola e la poggiò cautamente al centro del tavolo.

"Ehi," disse Xander, con un tono allegro, ma con il viso spento: "È quel che penso che sia?"

"Già," sorrise lei e gettò i guanti sul piano della cucina alle sue spalle. "Una sorpresa da parte di Charlie. La tua preferita."

"Ma non ci sono i piselli, vero? Lo sai che i piselli mi fanno scagliare insulti."

Willow alzò gli occhi al cielo: "Niente piselli," disse sedendosi di fronte a lui al tavolo. Prese il piatto di Xander e incominciò a servirgli il tonno fumante dalla casseruola.

"Grazie," fece lui, infilando la forchetta. "Mmmm, squisito come al solito. Dov’è Ken?"

Willow esitò per un istante e si tenne occupata bevendo un sorso di vino.

"È con le ragazze," disse. "Inoltre, non è esattamente cresciuta con questo piatto. Ha avuto un sacco di cuochi nel corso degli anni e non credo che Boyardee fosse uno di loro."

Lui fece un breve sorriso che scomparve rapido come era comparso. Willow rimase a guardarlo in silenzio come chiedendosi se Xander avrebbe risposto con un’altra battuta, ma la battuta non arrivò mai. Invece lui prese a spingere il cibo in giro per il piatto piuttosto che mangiarlo, più interessato al vino che al tonno in casseruola.

"Xander?" fece Willow piano, prendendo un respiro profondo. "Dove sei stato?"

Lui alzò le spalle di nuovo, guardando giù nel proprio piatto.

"Qui e là," disse. "Ho vagato per l’autostrada della Cascade Loop. Ma non volevo restare bloccato tra le montagne quando sarebbe arrivata la neve. Quindi ho proseguito verso est, attraversando il confine con il Canada ogni tanto. Prendendomela comoda, sai come vanno queste cose. Ma poi quando mi sono reso conto che ci stavamo avvicinando al tuo compleanno, ho spinto a tavoletta e mi sono fiondato verso il magnifico stato della Bocca dell’Inferno."

Willow attese un suo sorriso ma non ce ne fu alcuno. "Incontrato gente interessante?" chiese dopo un breve silenzio.

"Per niente," disse lui. "Ho incontrato per caso il nostro amico Clem in bar per demoni a Winnipeg."

"Davvero?" disse Willow. "Un suo cugino abita qui a Cleveland e ci dà una mano qualche volta." Tacque per un momento e poi gli occhi le si illuminarono: "Ehi! Cosa ci facevi in un bar per demoni?"

Xander non rispose subito. Prese la bottiglia e con un cenno le chiese se ne voleva ancora. Dopo che lei ebbe fatto segno di no con la testa, si riempì il bicchiere. "Cercavo informazioni," rispose lui. "Tutto qua."

"Che genere di informazioni?" chiese lei, stando a guardare mentre lui praticamente finiva il bicchiere in un solo lungo sorso.

"Will," disse lui, ignorando la sua domanda: "Hai ancora l’amuleto che ti ha dato D’Hoffryn?"

"Cosa…?" chiese lei, scuotendo la testa confusa "N-no, se l’è ripreso dopo che l’ho evocato l’anno scorso. Xander, cosa…"

"Voglio che tu faccia una cosa per me," disse Xander, finalmente guardandola negli occhi. "Per favore."

"Xander, sai che farei qualsiasi cosa per te, ma cosa…" Willow tacque, e uno sguardo di terrore le attraversò il volto.

"Willow," disse Xander: "Voglio che riporti in vita Anya."

Passa a

Int.

Sala mensa comune

Faith entrò nella sala e si guardò attorno, registrando la presenza della sua controparte mora seduta da sola in un tavolo all’angolo. Piuttosto che perdere tempo in fila per essere servita, fece una rapida deviazione e prese il vassoio pieno di Andrew proprio mentre si stava mettendo seduto ad un tavolo assieme a Marsha e ad altre giovani Cacciatrici.

"Ehi! Quello è il mio pranzo!" protestò lui mentre lei andava dritta al tavolo di Kennedy. "Odio quando lo fa," borbottò lui tra sé e sé. Sospirò in modo teatrale, facendo ridacchiare le ragazze e tornò in fila per prendere un altro vassoio.

Faith gettò il vassoio sul tavolo dall’altro lato rispetto a Kennedy con un botto, facendo saltare su l’altra Cacciatrice.

"Fa’ attenzione, Mocciosa," disse Faith mentre si metteva seduta e apriva un cartone di latte al cioccolato. "Potevo essere un vampiro venuto a mangiarti."

"In pieno giorno?" chiese sarcastica Kennedy mentre Faith trangugiava il latte.

"Tutto lì il tuo pranzo?" disse Faith, pulendosi la bocca con la mano e indicando con la testa la scodella di minestra che era sul tavolo davanti a Kennedy. Il cucchiaio accanto alla scodella era ancora pulito.

Kennedy alzò le spalle e guardò fuori della finestra, come per ignorare Faith.

"Devi mangiare di più di così," disse Faith. "Necessità della vita, no? La C e la S sono le pietre miliari del benessere mentale e fisico di ogni Cacciatrice. E a proposito, dov’è il tuo amoruccio?"

"Con il suo amoruccio," borbottò Kennedy. "A fare un sacco di S, di sicuro."

Faith rise e diede un morso al suo panino. "La rossa e Xan-man?" chiese. Kennedy non rispose – guardò fuori dalla finestra, così Faith proseguì: "Nah, hanno lasciato perdere la cosa anni fa, quando erano ragazzi. Ed era tutto là, una roba da ragazzi." Faith tacque per inghiottire: "Non essere gelosa per il fatto che stamattina stavano tutti appiccicati. Will è solo contenta di aver rivisto il suo migliore amico."

"È più di quello, Faith," disse Kennedy, serrando la mascella e diventando rossa in viso. "Willow…Willow stamattina mi ha detto che farà sesso con Xander per rimettergli a posto l’occhio."

Faith arrestò il suo vigoroso masticare e guardò Kennedy. Inghiottì tutto d’un fiato, spostò da un lato il vassoio e si appoggiò sulle braccia per avvicinarsi a Kennedy. "Vediamo se ho capito bene," disse. "Willow può usare la magia per rimpiazzare l’occhio mancante di Xander, ma per farlo deve fare sesso con lui?"

"Già," Kennedy scrollò le spalle e guardò fuori dalla finestra un’altra volta.

"E tu credi che sia un mucchio di STR?" tirò a indovinare Faith.

Kennedy prese il cucchiaio e si mise a giocare nervosamente con la minestra. "Non lo so. Ha detto qualcosa sulla quantità di energia necessaria per un incantesimo del genere e sull’unico modo di produrla, che è…beh, hai capito il quadro."

Faith si tornò a sedere indietro e rise piano: "Cavolo, sapevo che si poteva produrre un sacco di calore dandoci dentro, ma questo è troppo!"

La Cacciatrice più anziana smise di ridere vedendo l’espressione affranta di Kennedy.

"Oh ehi," riprese con tono comprensivo, rendendosi conto di aver ferito l’altra senza volerlo. Kennedy non disse nulla e si voltò verso la finestra di nuovo. "Qual è il problema, Kennedy?" aggiunse Faith.

Kennedy la guardò quando sentì il proprio nome: "Qual è il problema? La mia ragazza mi comunica che ha intenzione di tradirmi con un altro e vuoi sapere qual è il problema?"

Faith fece spallucce: "Non penso che Willow ti stia tradendo. Se fosse così non te l’avrebbe mai detto."

"Faith," disse Kennedy con enfasi: "Vuol fare sesso con qualcuno che non sono io. Sesso con un uomo."

"È una strega che fa una magia, è quello che ha sempre fatto. Noi ammazziamo, lei…" Faith si fermò cercando un’unica parola per definire tutto ciò che Willow faceva. Non riuscendo a trovarne una lasciò perdere e proseguì: "Ehi, ha imparato la lezione quando ha combinato roba alle spalle di Oz. Quando li hanno scoperti, è stata la fine della loro fame adolescenziale. Non ci hanno mai più riprovato."

"Cosa?" domandò Kennedy totalmente confusa.

"Lo sai, la storia del triangolo Oz/Willow/Xander," spiegò Faith. "Willow che si sbaciucchiava con Xander finché il ragazzo lupo non li ha colti sul fatto?"

Kennedy parve aver perso la presenza di spirito per un attimo e provò a fare un respiro profondo.

"Non lo sapevi, vero?" chiese piano Faith, diventando pallida all’improvviso.

Kennedy sbuffò e cominciò a scuotere la testa.

"Oh, cavolo," sospirò Faith. "Pensavo che ti avesse detto di Oz."

"Oh, sì, ma quel dettaglio l’ha lasciato fuori. Io ero qui preoccupata del fatto che volesse realizzare una sua fantasia, ma a quanto pare l’ha già fatto e adesso pensa a fare il bis."

"No," insistette Faith. "Non l’hanno mai fatto, Kennedy."

"Allora questa è la loro occasione, giusto?" Kennedy fece per alzarsi ma Faith si allungò e la fece fermare.

"Aspetta, Mocciosa. Ascoltami, okay?" Il tono di Faith era fermo, ma comprensivo.

Kennedy abbassò lo sguardo su Faith come se non sapesse se voleva saperne di più o buttarla a terra. Con riluttanza, si rimise a sedere e Faith proseguì. "Willow e Xander si sono solo baciati qualche volta. Questo è tutto. Ma dopo si sono resi conto che la loro amicizia era più importante. Inoltre, se lo vuoi sapere, la Rossa non è semplicemente passata dall’altra parte della barricata. Si è fatta strada a mazzate. Non hai di che preoccuparti. Sul serio."

"Faith rispondi a questo…come ti sentiresti se Robin ti chiamasse dicendoti che può stringere un accordo con quel bel contatto con cui ha provato ad incontrarsi per tutta la settimana a Washington, ma che per chiudere deve andarci a letto?" disse Kennedy schioccando le dita.

"Non è lo stesso," ribatté Faith.

"Perché diavolo no?"

"Perché Robin troverebbe un altro contatto, uno con cui non deve andare a letto," disse Faith, con voce sicura: "Washington DC è piena di politici. Ma quello è Xander e se Willow dice che è l’unico modo, allora dev’essere davvero così."

"Come fai ad esserne sicura? Sei diventata una strega anche tu adesso?" la incalzò Kennedy.

"Diavolo, no!" disse Faith ridendo ma poi ritornò seria: "Ma Willow conosce le sue cose. E non è la mia amante, perciò non sono accecata da meschine gelosie. Cioè, dai, hai visto Xander stamattina; secondo te è lo stesso tizio che hai conosciuto a Sunnydale?"

Kennedy abbassò lo sguardo sul piatto: "No," disse piano, riluttante ad ammetterlo.

"No, non lo è," convenne Faith. "Cerca di parlare allo stesso modo, ma…è come se dentro non lo fosse più. Conosco entrambi da molto tempo, Ken. Non siamo sempre stati amici…cavolo, più che altro eravamo nemici…ma se c’è una cosa che so per certa è che si vogliono bene." Kennedy alzò lo sguardo e incrociò gli occhi di Faith, che proseguì: "Ma non c’è quel sentimento bollente, da fame di sesso, quello se n’è andato assieme ai loro ormoni di adolescenti. Ma se Willow può salvare Xander, farà ogni cosa che è in suo potere. Non permetterà che tu ti mezza in mezzo e se lo farai…beh non penso che sarà piacevole per nessuna delle due, e sarebbe un peccato."

Kennedy sbuffò: "Allora dovrei solo starmene qui zitta, huh?"

"No. dovresti calmarti e POI andare a parlarle. Lascia che si spieghi e," Faith si piegò in avanti e si fermò assicurandosi di avere un sorriso rassicurante sul viso, "anche se sarà veramente difficile per voi due, dato che tu sei così maledettamente cocciuta – non sentirla soltanto, ascoltala. "

"Io l’ho ascoltata," protestò Kennedy.

"Ah sì?" chiese Faith in modo ironico, sorridendole: "Ne dubito seriamente."

"Tu non eri lì. Tu…"

"Fammi indovinare…ti ha detto dell’incantesimo. Tu sei sbottata. Poi è sbottata lei e poi anche se vedevi le sue labbra muoversi per la maggior parte del tempo pensavi a una bella risposta tagliente? Ho ragione o no?"

Kennedy non disse nulla e invece incrociò le braccia strette sul petto.

"Ascolta, fatti una passeggiata, calmati e poi va’ da lei. Scopri perché è così importante per lei. E non metterti sulla difensiva quando te lo dice," la ammonì Faith.

"Il bue che dice cornuto all’asino," borbottò Kennedy.

"Sì, lo so. Ho dei paletti anch’io. Ma più Robin si mostra paziente con me, più diventa semplice. Non con lui soltanto, ma con tutti gli altri," Faith si abbandonò ad una risata sarcastica: "Il fatto che non abbia ancora ammazzato Andy ne è la dimostrazione. Cerca di guardare oltre, okay? E pensa a questo…sei arrabbiata davvero per il fatto che questa magia abbia a che fare col sesso o la verità è che più che altro ti senti ferita e spaventata e magari un po’ insicura riguardo al tuo rapporto con Willow? Sii sincera con lei, ma prima di tutto sii sincera con te stessa, Ken."

Kennedy guardò Faith per un momento ancora. Si alzò e lentamente si incamminò verso l’uscita, lasciando lì la sua minestra ormai fredda.

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Int.
Appartamento di Willow

Willow vide l’espressione speranzosa di Xander, e il suo viso lentamente cedette e gli occhi le si riempirono di lacrime.

"No, Xander," disse. "Non posso."

"Che significa che non puoi?" disse lui. "Hai riportato indietro Buffy. Perché Anya no? Sono stati i demoni ad ucciderla perciò è stata una morte di tipo mistico, giusto? Non è come per Joyce e non è come…per…"

"Non è la stessa cosa, Xander," disse Willow. Allungò una mano verso di lui, ma lui ritirò la sua: "Io…non posso."

"Vuoi dire ‘non voglio’!" disse lui in tono aspro. Si alzò in piedi di scatto e si mise a camminare per la cucina. "Perché? Non sei riuscita a riportare in vita la tua ragazza e allora a nessun altro spetta una possibilità? È così, Willow?"

Willow aprì la bocca ma subito la richiuse e fece un respiro profondo per calmare la rabbia che le stava salendo dopo le parole di lui.

"Xander," incominciò a dire. "Non ho potuto perché per Tara era arrivato il momento. E così è stato anche per Anya. E-e la verità è che ora è in un posto migliore…ho tirato giù una persona dal paradiso già una volta, e non potrei farlo di nuovo."

"No," disse lui. "Queste sono stronzate, Will. Perché? Solo perché è stata al mondo per più di mille anni era arrivato il suo ‘momento’? Meritava di vivere la sua normale vita da essere umano, Willow. Si meritava una possibilità."

"Ha avuto la sua possibilità," disse Willow, alzandosi e avvicinandosi. Lui indietreggiò verso il salotto come se avesse paura del conforto di lei. "Ha avuto persino una seconda possibilità, quando D’Hoffryn accettò di liberarla della sua condizione di demone della vendetta per la seconda volta."

"Oh, tutto qui?" chiese lui. "Si può avere solo un favore da Willow la Grande?"

"No, non è questo!" disse Willow, arrabbiandosi davvero. "Mi sarei presa io il colpo di Anya, e tu lo sai, Xander. Tutti noi saremmo morti per salvare uno degli altri. Ma alla fine, è stata Anya a morire per noi. Non c’è più, Xander. Non è bello, non è giusto e farà male per molto, molto tempo."

Xander alla fine si accasciò sul divano e si mise il volto tra le mani. "Fa male davvero, Willow," pianse. "Sto tanto male."

Willow si sedette accanto a lui e lo tenne fra le braccia finché non si riprese, con le sue stesse lacrime che bagnavano la camicia di lui mentre teneva la testa poggiata sulla sua spalla.

"I’m sorry," he sniffed, wiping his face. "I’m so tired of crying Willow."

"Mi dispiace," disse lui tirando su col naso. "Non ce la faccio più a piangere, Willow."

"Con me il tuo segreto è al sicuro," disse lei e gli sorrise sebbene il suo dolore fosse pari a quello di lui: "Mi prenderò cura in modo speciale affinché non arrivi neanche lontanamente ad Andrew, perché se sapesse che hai un lato sensibile, non la finirebbe più. Quando la mia Cacciatrice gli ha nascosto il filmino in cui esaltava le tue capacità di intelaiatore di finestre, ho solo fatto finta di metterla in castigo."

Xander rise sarcastico: "Ho paura che i miei giorni di riparatore di finestre siano finiti," sospirò. "Ho provato a trovarmi un lavoro ma non sono granché impiegabile e poi c’è tutta la storia della percezione della profondità. Il mio pollice era davvero malridotto a forza di prendersi martellate. Sai, ho fatto la mia parte nel costruire una scuola che è costata milioni, e adesso non riesco nemmeno a costruire una mangiatoia per gli uccelli. Di’, quanto è patetico Willow? Onestamente?"

"Xander," disse Willow, scivolando un po’ indietro sul divano in modo da poterlo guardare dritto in faccia: "Mi…mi dispiace di non poter riportare qui Anya per te, ma c’è qualcos’altro che posso fare."

"Ascolta, Will," disse lui alzando una mano: "So che avrò sempre una casa e un lavoro qui con voi, ma ne abbiamo già parlato. Io non…"

"No, Xander," Willow fece cenno di no con la testa: "Non un lavoro, né una casa, anche se sono contenta che tu sappia che la porta qui è sempre aperta. No, volevo dire…posso aiutarti, Xander."

"Aiutarmi? Willow mi ha già dato più soldi di quanti ne potrei spendere in tre vite."

"No!" disse lei, più spazientita dalla propria incapacità di comunicare che dal fraintendimento di lui. "Posso curarti, Xander. Posso restituirti il tuo occhio."

L’unico occhio di Xander sbatté più volte sorpreso. "Cosa?" domandò. "Potresti farlo? Oh! Aspetta. No, lascia perdere. No grazie."

"Perché no? Xander…"

"Non voglio più vedere la Willow con gli occhi neri. Non voglio che tu ridiscenda quella china."

"No Xander," lei scosse il capo: "Non si tratta di magia nera. In effetti, direi che è proprio l’opposto. È più un rituale che una magia," disse. "M-ma la magia curativa è parte del rituale."

"Perché un rituale?" chiese lui.

"Per chiedere la benedizione della dea e del dio," spiegò lei.

"Senza la loro benedizione, niente guarigione."

"Ma devi lo stesso fare un incantesimo durante il rito?" chiese lui. "E niente serpenti o pelle strappata via, vero?"

Willow sorrise: "Niente serpenti o spellamenti," promise. "E più che altro sei tu che fai l’incantesimo, io ti aiuterò soltanto a far sorgere e a indirizzare l’energia necessaria perché il tuo corpo possa curarsi da sé."

"Okay, ma come facciamo a far scaturire l’energia?" domandò lui.

"Beh…heh…già, questo è il problema," balbettò lei.

"Problema?" chiese lui: "Già non mi piace un’altra volta."

"Um…beh, ti ricordi quando prendevi in giro me e Tara riguardo alle nostre ‘magie’?" chiese, e lui annuì, con l’ombra di un sorriso sul volto. "Bene, non stavi dicendo solo scemenze. Già, noi lo facevamo un sacco," ammise Willow arrossendo. "Ma mai durante un rito. Tara era molto rigida su q-questo e facevamo quel genere di magia solo quando era necessario. Proprio come è necessaria adesso per guarire il tuo occhio e-e…"

"Will, fermati," disse lui. "Di cosa stai parlando? Che genere di magia?"

"Sesso," disse lei timidamente. "Per questa magia c’è bisogno che facciamo sorgere l’energia dalla Terra e attraverso il tuo corpo fino a me, cosicché io possa incanalarla di nuovo verso di te per ricostruire il tuo occhio. Il sesso è l’unico sistema potente quanto serve per generare quel genere di energia e-e noi…noi dobbiamo essere in quel genere di contatto in modo che io possa indirizzare il flusso. Okay?" disse lei facendogli un piccolo sorriso.

"Aspetta un attimo," disse lui, chiudendo l’occhio. "Devo solo finire di visualizzare."

Willow sorrise beffardamente vedendo la moltitudine di espressioni che comparvero in sequenza sul volto di lui. Alla fine aprì gli occhi e disse: "Oh cavolo, non penso proprio."

Willow sospirò profondamente: "Buffo," borbottò. "È la stessa cosa che ha detto Kennedy."

"L’ho sempre detto che era una ragazza intelligente, Will," disse lui, alzandosi. "Quindi farò in modo di dimenticare tutta questa storia e andare avanti. Grazie per il pranzo e sarò…"

"Xander, aspetta," disse lei fermandolo prima che potesse raggiungere la porta.

"Ascolta, Willow, sono lusingato di sapere che ho ancora tutto quel fascino, ma…"

"Metti da parte il tuo ego maschile per un minuto, Xander Harris," disse Willow fumante di rabbia: "Se ti avessi voluto, ci avrei girato attorno in un altro modo e-e credimi non avresti potuto farci nulla – non sono più la timida maniaca del computer di una volta."

"No," convenne lui con voce dolce, prendendole il viso tra le mani e dandole un tenero bacio sulla fronte. "Sei una donna straordinariamente e bella e sensuale, ma sei sempre la mia Willow ed io non potrei mai…"

"Perché uomini e Cacciatrici pensano sempre dalla cintola in giù?" domandò con un sorriso affettuoso.

"Ti aspetti che ti risponda?"

"No," alzò gli occhi al cielo e prese la mano di lui e lo riportò al divano. "Adesso mettiti seduto," ordinò. "Okay, fammi indovinare. Hai paura che questo rovinerà la nostra amicizia e riavere il tuo occhio non ne vale la pena, giusto?"

"Visto?" disse lui, alzando le mani: "Bella, sensuale, e anche intelligente."

"Sarò sincera con te, Xander," disse Willow. "Cambierà le cose tra noi, ma non rovinerà quello che siamo. Se l’avessi creduto anche solo per un istante non l’avrei mai proposto."

"Ma come hai detto tu, Will, cambierà le cose e a me piace come stanno adesso," protestò lui.

"Non significa che le cambierà in negative, Xander," disse lei. "M-ma di fatto ci avvicinerà – porterà la nostra amicizia su un piano diverso, sì, ma non cambierà la sostanza del nostro rapporto. Non accadrà che io e te diventiamo amanti, perché…ehilà, sono gay."

"Okay, su questo punto io avrei un problema," disse lui. "Sei gay. Sì, so per via di Oz che quello che c’era tra voi era bello…" Willow alzò un sopracciglio rivolta verso di lui. "Oh! No! Oz non ne ha mai parlato…era un vero signore, okay? Volevo solo dire che da quando hai cambiato sponda, non ti sei mai guardata indietro."

"Hai ragione, non l’ho mai fatto," disse lei. "Credimi, sono molto certa e molto soddisfatta della mia sessualità. Tutto questo non costituisce una minaccia."

"Ma…" disse Xander, facendo una smorfia. "Ma non vorrebbe dire che se noi…tu ed io…tu assieme a un uomo…non sarà…capito…per te?"

"Stai pensando di nuovo dalla cintola in giù, Xander," sospirò Willow e alzò gli occhi per un momento come se stesse pensando ad un modo per spiegarlo con tatto: "Non sarà un problema per me. È parte del mio essere una sacerdotessa della Wicca. L’Incarico della Dea, uno degli scritti più sacri recita: ‘tutti gli atti d’amore e piacere sono miei rituali.’ Se la nostra magia fosse qualcosa di diverso, allora sarebbe…come un’azione turpe nei confronti degli dei ed essi non ci darebbero mai la loro benedizione."

"Allora," domandò lui, facendo disegni in aria con le mani come per aiutarsi a formulare i propri pensieri. "Per quanto sia solo…diciamo un meccanismo per guarire il mio occhio, è comunque un atto d’amore? E tu…? Ed io…? E noi…"

"Sì," disse lei, annuendo.

Si passò una mano sul viso nervosamente: "Oh dio," disse. "E io che pensavo che eri stata tu a dire che non ci sarebbero più stati altri casi!"

"Ed è così," disse lei. "E-e questo non è un caso. Nulla sarà per caso in questa cosa. E comunque, se siamo sopravvissuti a quel caso…stavolta sarà come bere un bicchier d’acqua."

Xander alzò le sopracciglia incredulo.

"Okay, magari non come un bicchier d’acqua. Ma stavolta almeno non c’è nessuna ansia adolescenziale a remare contro."

"Sei sicura che funzionerà, Will?" chiese lui dopo un momento di riflessione: "Cioè, sì, riavere il mio occhio…wow, ma a che prezzo? Voglio dire, la magia ha sempre un prezzo, giusto?"

"Ancora una volta, sarò sincera con te, Xan," disse lei: "Non c’è alcuna garanzia che funzionerà. Ma se lo farà, allora sì…i regali da parte degli dei in genere hanno una targhetta con sopra il prezzo, ma tu hai fatto così tanto per il mondo intero, che credo che se pure c’è un prezzo non sarà nulla che io e te non siamo in grado di pagare."

"Non è solo magia, allora, vero?" domandò lui.

"No," disse lei. "È qualcosa di potente come il rito che abbiamo fatto per Buffy, ma…più naturale, non forzato e senza tutte quelle cose brutte. Quindi, di nuovo, niente serpenti."

"Wow," sospirò lui guardando giù verso le proprie mani. "Non…non lo so, Will. Cioè, credo di aver capito tutto quello che mi hai detto, ma…"

"Ti sarebbe d’aiuto se potessi parlarne con qualcun altro?" domandò lei. "Con Giles, volevo dire."

"Lui lo sa?" chiese lui.

"Sì," disse lei. "Mi ha aiutato con le ricerche dei diversi modi di farlo da un bel po’. Mi ci sto dedicando da quando siamo andati via da L.A."

Xander strinse le mani di Willow in segno di gratitudine e parve come se stesse per scoppiare in lacrime un’altra volta, ma si trattenne: "Beh ma che mi dici di Kennedy?" domandò. "Ti sono molto grato per l’aiuto che vuoi darmi, ma non al costo di far soffrire una di voi due."

"La sua reazione non è stata proprio favorevole, ma non ha capito l’intera operazione," spiegò Willow. "Ma le parlerò di nuovo e andrà tutto bene."

Xander iniziò a scuotere la testa: "Non ne sono sicuro," le disse di nuovo. "Non voglio metterti nei casini, Will. Mi ricordo come eri prima che arrivasse Kennedy. Non pensavi che saresti mai riuscita ad andare avanti ma lei…"

"No," ribatté Willow. "Avevo questa illusione piantata in testa che Tara prima o poi sarebbe ritornata. Ma sì, hai ragione, Kennedy è riuscita a superare quella barriera e mi ha aiutato a riprendermi. Ed io le sarò per sempre grata e credo che col tempo anche lei riuscirà a capire perché sto facendo tutto questo."

"Ma non puoi esserne certa," rispose lui.

"Ti prego Xander…Kennedy è un mio problema, non tuo. Qualsiasi cosa tu decida non avrà alcuna ripercussione sul mio rapporto con lei."

"No," fece Xander. "Ma potrebbe avere una ripercussione sul suo rapporto con te."

"Ho intenzione di correre questo rischio," insistette Willow. "So qual è il mio ruolo nei tuoi confronti e nei suoi. Si risolverà da sé. Credo che anche tu capisca che questo rito è soltanto questo – un rito e nient’altro. Perciò la decisione finale spetta solo a te."

"Sta a me decidere?" disse lui.

"Certo che sì!" esclamò lei. "I giorni in cui facevo incantesimi su gente ignara sono finiti, Xander. Beh, sui miei ignari amici, cioè," disse scherzando. "Ma parlane con Giles. Lui saprà darti un punto di vista…più maschile."

Xander le fece un sorriso beffardo e annuì.

Dissolvenza in nero

Dissolvenza in entrata
Int.
Salone del Consiglio degli Osservatori – Tardo Pomeriggio

Willow e Xander entrarono nel grande e accogliente salone e trovarono Giles e Rowena che si rilassavano sul divano, davanti al grande televisore.

"Wow, Will," scherzò a fatica Xander: "Ora so di essere su una Bocca dell’Inferno, dove capitano le cose più strane. Giles sta guardando la TV."

"Oh, per piacere," Giles alzò gli occhi al cielo: "Se avessi prestato attenzione per un attimo, Xander, avresti notato che stiamo guardando un documentario sui rituali d’accoppiamento della tribù africana dei San."

"Sì," annuì Rowena. "E gli ci sono voluti solo dieci minuti per trovare qualcosa di meno imbarazzante su cui mettere se fosse arrivato qualcuno." Detto ciò prese il telecomando dalla mano di lui e spinse il pulsante ‘indietro’. L’immagine sullo schermo tornò quella di Giudice Judy.

"Guastafeste," borbottò Giles.

"Avreste dovuto vederlo dieci minuti fa quando lei ha procurato ad un tipo un altro orifizio. Stava battendo le mani esultante," soggiunse Ro, indicando Giles col mento.

"Non stavo esultando," protestò Giles. "Non tanto."

Xander li lasciò andare ad uno scoppio di risa: "Oh lei mi piace. Dove l’avete trovata, gente?" chiese a Willow.

Willow alzò le spalle: "È una vagabonda – un giorno si è presentata alla porta e non siamo più riusciti a liberarcene."

"Mi pare di ricordare qualcosa del genere," rispose Rowena con un sorriso.

Willow sorrise anche lei prima di incrociare le braccia, mettendo la cartellina verde che aveva in mano sotto al braccio, e guardando poi in direzione di Giles per un momento.

Giles, è il suo turno, lo chiamò Willow col pensiero.

La sua attenzione si rivolse subito a lei e il suo sguardo si fece vacuo per un attimo. Willow piegò leggermente la testa in direzione di Xander.

"Oh giusto," disse Giles alzandosi. "Prendi la giacca, Xander. Andiamo a fare un giro. Mi piacerebbe proprio farti vedere la mia macchina."

"Non un’altra roba d’importazione rossa, cromata e a forma di pene?" chiese Xander.

"Er, no," balbettò Giles.

"Questa è argento," scherzò Willow rivolta a Xander, nascondendosi la bocca con la mano mentre parlava.

"Ti ho sentita!" sibilò Giles rivolta a Willow mentre Xander lo seguiva fuori dal salone. Lei sorrise debolmente nella sua direzione.

Rowena rimase a guardare Willow per un momento, poiché la rossa era rimasta a fissare con aria assente la televisione.

"Mi sono persa qualcosa?" chiese alla fine.

"Hmm?" fece Willow, distratta. "Oh! No, solo un trucchetto che facevamo quando combattevamo a Sunnydale. Xander doveva parlare con Giles e ho pensato che potesse sentirsi a disagio a parlargli con, sai…"

"Un’estranea," finì la frase Rowena. "Mi spiace, io…" si alzò rapida e si diresse verso la porta.

"No!" disse Willow, fermandola mettendole una mano sul braccio. "No, non è questo che intendevo e inoltre devo chiederti un favore."

"Oh?" fece lei e Willow le passò la cartellina. Ro si mise a sedere su un bracciolo del divano e l’aprì, cominciando a scorrere i fogli al suo interno.

"Xander non ha ancora accettato, ma se sarà d’accordo, faremo il rito domani," spiegò Willow.

"Il suo occhio, presumo?" chiese Ro e Willow annuì in silenzio, dandole qualche altro momento per studiare il fascicolo. "Affascinante!" esclamò Ro. "Hai modificato il codice Halderanne e lo hai combinato con il rituale della Congrega di Lonwyth Gael e hai creato qualcosa di completamente nuovo."

"Già," disse Willow, con una punta di orgoglio nella voce: "Era necessario perché nel caso di Xander non si tratta semplicemente di una ferita. L’intero organo deve essere misticamente ricreato. Xander non è un seguace della Wicca ma ha dimostrato di avere qualche capacità magica di tanto in tanto. " Un sorriso cominciò a farsi strada sul suo viso. "Una volta ha solo letto una formula distrattamente e ha dato fuoco al libro," disse ridendo.

Rowena sembrava immersa negli appunti ma fece un sorriso mentre continuava a leggere. "Davvero notevole," disse Ro chiudendo la cartellina e volgendo la propria attenzione verso Willow. "Allora, qual è questo favore?"

"Nella prima parte del rito, Giles sarà lì per assistere Xander," spiegò lei. "Mi stavo chiedendo se ti andava di assistermi? Vorrei riuscire ad equilibrare le energie maschili e femminili, e per quanto sia Andrew non ha la conoscenza che hai tu. Voglio essere sicura che ogni cosa andrà per il verso giusto."

"Non pensi che a Xander potrà dare fastidio?" chiese la bionda. "Ci siamo appena conosciuti e sebbene io e Giles non saremo là per l’intero rito…"

"Non penso che gli darà fastidio," disse Willow mentre Rowena rimetteva l’elastico alla cartellina: "Quella frecciatina che lanciato a Giles ti ha appena fatto guadagnare un sacco di punti con Xander. Potrà essere fuori forma, ma rispetta sempre il senso dell’umorismo."

"Capisco," sorrise Ro. "Sì, sarei onorata di assisterti, Willow. Stanotte mi studierò tutto attentamente e domani comincerò a prepararmi," disse "A che ora farete il rito?"

"Nel primo pomeriggio, credo," disse Willow. "Avremo tempo sufficiente per riposare stanotte e prepararci."

"Prima hai detto che ancora non ha accettato," osservò Rowena. "Che c’è, è per via del sesso?"

"In parte," ammise Willow. "Ha paura che finirà col rovinare il nostro rapporto d’amicizia."

"L’ho conosciuto solo oggi, Willow, ma da quel che ho visto finora, voi due avete un forte legame. Ma vorrei sapere…Kennedy che ne pensa?"

"Ci sta male per ora," ammise Willow con uno sguardo un po’ addolorato: "Ho bisogno di trovarla e parlare un’altra volta. Lei…non era molto felice all’idea."

"Sono certa che cambierà idea, Willow," la rassicurò l’Osservatrice bionda. "È giovane, molto testarda come molte Cacciatrici, ma, correggimi se sbaglio, non mi sembra che ne capisca molto di Wicca."

"Lo so," convenne Willow. "E no, non hai torto. È per questo che ho bisogno del tuo aiuto. Tu hai la conoscenza di cui ho bisogno per questo rituale. Quindi grazie, Ro. Per tutto."

Rowena annuì e stette a guardare Willow che andava via dal salone.

Dissolvenza in nero

Dissolvenza in netrata
Est.
Vicolo di Cleveland – Sera

Seward si poggiò alla parete di mattoni del palazzo residenziale. Attese con pazienza mentre Gretz parlava con un ragazzo trasandato e tremante dal freddo, che doveva essere scappato di casa. Brani della conversazione tra i due giungevano fino alle orecchie del maestro vampiro, e la sua bocca si arricciava di piacere mentre le bugie e le promesse di Gretz divenivano sempre più esagerate. Alla fine i due gli si avvicinarono.

L’adolescente guardò Seward circospetto: "Sei un cowboy o qualcosa del genere?" domandò.

"E tu sei un pony?" rispose Seward.

Il ragazzo alzò le spalle: "Sì, come ti pare," disse: "Devo solo togliermi dalla strada stanotte, sai. La temperatura sta scendendo di brutto."

"Ma certo," disse il vampiro in modo rassicurante: "E io ho solo bisogno di un piccolo favore in cambio." A quel punto mise un braccio attorno alle spalle del ragazzo e lo condusse in fondo al vicolo, nell’ombra.

Gretz alzò il bavero del proprio cappotto e si accese una sigaretta. Mentre aspettava il suo maestro sentì dei leggeri passi farsi strada nel vicolo.

"Gretz," disse una donna, spostandosi verso la fioca luce che veniva dall’appartamento al primo piano.

"Ehi," rispose il servo. "Che…che sta succedendo?" Guardò nervosamente in direzione dei rumori prodotti dal suo maestro, intento a nutrirsi.

L’agente immobiliare part-time ignorò la domanda di Gretz. Il servo aspirò nervosamente dalla sigaretta, la cui punta ogni tanto brillava al passaggio del vento attraverso il vicolo. Alla fine Gretz sentì il tonfo del corpo del ragazzo che veniva lasciato cadere a terra e Seward tornò da lui.

"Bonnie," disse con tono cordiale, pulendosi con cura la bocca con una bandana rossa. "A cosa dobbiamo questo piacere?"

"Mi stavo solo assicurando che seguiate le regole, Seward," rispose lei.

"Ma certo," fece il vampiro e il suo servo tremò al suo sarcastico tono di voce: "In una notte del genere dovrei cenare con il meglio che Cleveland possa offrire, e invece mi ritrovo ridotto a cibarmi di rifiuti della società."

"Giusto, e io volevo solo ricordarti di continuare a tenere un profilo basso," disse lei. "Specie nelle prossime settimane. L’Ingegnere deve fare un test molto importante e non possiamo permetterci di avere un mucchio di vampiri affamati che se ne va in giro a combinare guai."

"E che cosa dovremmo fare?" ringhiò Seward. "Starcene seduti nel nido a digiunare mentre il Presidio rispetta allegramente i propri programmi?"

"Sarete ricompensati," disse lei. "Farò in modo che la banca del sangue vi porti una consegna domani. Questo vi terrà buoni per un po’."

"Sacchetti di sangue?" grugnì lui, facendosi avanti: "E tu chiami quel freddo surrogato un compenso? Magari preferiresti venire assieme a noi, così potremo saziarci con te per un po’. Sarai pure un lacchè, ma sei sempre un essere umano."

"Non oseresti mai, Seward," sbottò Bonnie, tirando via il braccio dalla presa del vampiro. "Fa’ il bravo ragazzo e fa’ quello che ti viene ordinato."

Detto questo, si girò sui propri tacchi alti e si incamminò a gran passi verso l’inizio del vicolo.

Gli occhi di Seward si strinsero mentre rifletteva. Alla fine indicò con la testa indietro verso il cadavere. "Occupatene tu," ordinò a Gretz, e se ne andò.

Dissolvenza in nero

Fine dell’Atto Secondo

Segue Atto Terzo